No il titolo non doveva essere London Riots, non mi sono sbagliato. Scrivo questo post perché come direbbe Mao: "grande confusione sotto questo cielo", anche se la situazione non per nulla eccellente. Tutti cercano di dare una spiegazione a quanto è accaduto a Londra in questi giorni di agosto infuocato. Tutti si meravigliano dei negozi incendiati e saccheggiati da giovani poveri e disoccupati e magari anche neri. Persino Bauman cerca di dare una spiegazione al perché di tanti saccheggi. Eppure sono convinto che la spiegazione a tanta violenza per le strade di Londra e tanta voglia di distruggere non l'abbia data ancora nessuno in modo completo sebbene sia lì sotto il naso di tutti.

Il destino vuole che in questi giorni anche le borse di tutto il mondo brucino ricchezza ed edifici di azioni virtuali. Il destino di qualche negozietto di Londra, al confronto di miliardi di dollari bruciati in poche ore a Wall Street, sembra una cosa trascurabile in termini assoluti - non certo per il poveraccio che ha perso tutto - e comunque non di impatto sulle vite di tutti noi nei prossimi mesi.

Tra le perdite delle borse di tutto il mondo è le strade di Londra c'è uno strettissimo legame. Se si pensa alle dinamiche di rete i due fenomeni sono sovrapponibili proprio perché sottostanti alle leggi che descrivono le reti. Mentre i giovinastri di Londra usavano BlackBerry, Twitter e Facebook (effetto rete) per sciamare e concentrarsi nelle vari quartieri di Londra  i software delle borse facevano partire vendite a ripetizione sulla base delle inforamazioni che circolano sulle reti finanziarie interconnesse (effetto rete).

Londra e Wall Street hanno fatto viaggiare sulle loro reti le stesse forze: panico, istinti primordiali di distruzione (speculazione spericolata o bombe molotov), adrenalina da competizione ed emulazione di evento in scala elevata.

Viviamo e vivremo sempre più in sistemi complessi interconnessi e se non capiamo in fretta che questi fenomeni di rete sono destinati a ripetersi con la stessa forza distruttiva del terremoto in Giappone sarà un grosso guaio, ma non solo a Chinatown.