Io in vita mia non ho mai giocato a Basket. Sto facendo i primi passi in un campetto, anzi un Playground, dietro casa. Questo sport americano, pieno di regole e americano proprio perché pieno di regole, è per me un amore tardivo e pure impacciato. Avevo iniziato a fare boxe, ma ero in sovrappeso, poco concentrato, infastidito dalla lentezza con cui arrivavo a fare, imitare, i passi eleganti della danza a mani serrate.
Il basket è la vita in scala 1:10.000. Corri, corri sempre senza fiato e in maniera sincopata scappando via oppure schivando una selva di mani e gambe che vogliono impedirti di fare canestro. Anche qui, come nella boxe, c'è dell'eleganza nei movimenti, ma l'avversario non è uno e al contempo tu non sei da solo. Questa è appunto la vita proprio perché ci sono i minuti secondi che scorrono, perché ti portano via la palla quando meno te lo aspetti, perché non c'è tempo per riflettere. mai.
No non è retorica la mia, forse è solo la my personal religion. Faccio rimbalzare la palla come un monaco fa ruotare le palline di uno di mille tipi di rosario usati in tutte le religioni. Si sente un battere in terra continuo, ossessivo, quasi autistico che fa dimenticare l'altra vita, quella in scala maggiore.
E proprio come nella vita vera, prima o poi la partita finisce, solo che nel basket vincere ha un senso.
